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Zuccherini toscani



zuccherini toscani

 
Gli zuccherini, che per nome, forma e ingredienti si ricollegano senza dubbio ad altre ricette di zuccherini legate alla tradizione appenninica e montanara, in questa forma, grande e senza glassatura, prendono il nome di Zuccherini di Fucecchio. Questo almeno da quando i fucecchiesi, guardandosi intorno e non trovandone altri uguali, se ne sono appropriati, ma non è ben chiaro quale sia il periodo esatto in cui hanno fatto la loro comparsa. Di sicuro c’è che a partire dalla metà dell’800 si è diffusa l’usanza di associarli al Carnevale, questo infatti il periodo in cui vengono tradizionalmente preparati, anche se grazie alla loro lunga conservabilità il loro consumo si protrae fino alla Quaresima. Un tempo nelle famiglie si preparava una discreta quantità di questi zuccherini che venivano infilati su dei bastoni e conservati in dispensa (si diceva che fossero fatti apposta per durare quanto il Carnevale).
La ricetta è probabilmente cambiata col tempo, così, pur mantenendo la sua semplicità, nel corso degli anni si è arricchita di burro e aromi, anche se ogni panettiere segue la sua ricetta più o meno fedele a quella originale (che ufficialmente non esiste, lo dico subito).
Questa, la ricetta di Linda. Riferita ad un uovo per comodità.

Per due zuccherini:

130 g di farina
90 g di zucchero
1 uovo
15 g circa di olio o burro
5 g di semi di anice
1 cucchiaio di liquore all’anice
scorza di limone e di arancia
1 cucchiaino da caffè di lievito in polvere (facoltativo)

Fare una fontana con la farina e lo zucchero, aggiungere il resto degli ingredienti, lavorare velocemente l’impasto e formare una palla, aggiungendo un pochina di farina in più se l’impasto dovesse appiccicare troppo. Formare due ciambelle del diametro di circa 16-18cm e appiattirle leggermente facendo una lieve pressione con le mani. Infornare a 160-170° per circa 15-20 minuti. Non devono prendere troppo colore, solo dorare e asciugarsi un po’, raffreddandosi induriscono ulteriormente.
C’è chi scalda i semi di anice in un pentolino con il burro/olio e fa andare a fuoco basso per un paio di minuti, poi fa raffreddare prima di aggiungerli all’impasto, e chi fa la fontana di sola farina a cui aggiunge uova e zucchero precedentemente sbattuti con una frusta a parte. Io non faccio nessuna delle due cose perché mi piacciono di più così, e si fa anche prima, ma lo cito per completezza.

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