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La ricetta dei Maritozzi alla romana con lievito di birra



ricetta dei Maritozzi

 

Questa è la ricetta dei maritozzi alla romana (un po’ diversi da quelli tipicamente preparati in altre regioni)  e consiste in una piccola pagnotta impastata con farina, uova, miele, burro e sale che, tagliata in due longitudinalmente, è solitamente farcita con abbondante panna montata. Tradizionalmente, il maritozzo veniva arricchito anche con pinoli, uva e scorzetta d’arancia candita[1].

Il nome deriverebbe dall’usanza di offrire questo dolce alla propria fidanzata: le future spose che lo ricevevano in dono solevano appunto definire il donante «maritozzo», vezzeggiativo popolare e burlesco di «marito. Il dolce poteva, in tali occasioni, celare al suo interno anche doni per l’amata come un anello o un piccolo gioiello

Quelli della foto sono stati preparati da Paoletta con la ricetta di Adriano. Quelli in basso, invece, sono stati preparati da Cat e da Antonia.

La ricetta dei Maritozzi alla romana con lievito di birra

Ingredienti:
450 gr farina w 300 
50 gr farina di riso (in alternativa 500 g di Manitoba da supermercato)
200 gr acqua
90 gr zucchero
1 cucchiaio miele (possibilmente d’arancio, altrimenti millefiori)
1 uovo + 1 tuorlo
8 gr lievito fresco
8 gr sale
1 cucchiaino malto (o miele)
60 gr burro
40 gr olio di mais (o arachide o riso)
scorze di 1 arancia grattugiate (ovviamente di tipo non trattato)
albume e sciroppo di zucchero per pennellare

Procedimento

Questa ricetta dei maritozzi inizia con la preparazione delle soluzioni profumate, cosa che potete preparare con calma qualche ora prima: portiamo quasi a bollore l’acqua con metà delle scorze e riscaldiamo l’olio con l’altra metà.

Sciogliamo il lievito di birra ed il malto in 200 gr di  acqua intiepidita (toccare con un dito, deve essere a temperatura corporea), uniamo 200gr di farina e lasciamo gonfiare a temp. ambiente (ca 1 ora). Misceliamo il resto della farina con quella di riso.

Uniamo metà della farina e dello zucchero ed avviamo la macchina a vel. 1, all’assorbimento uniamo l’uovo con il resto dello zucchero e della farina, facciamo andare per qualche giro, poi inseriamo il tuorlo con il miele ed il sale, aumentiamo la vel. a 1,5 ed incordiamo.

Tagliare il burro a pezzettini e farlo ammorbidire: aggiungerlo quindi in  due volte e, quando avremo ottenuto una buona incordatura, uniamo l’olio a filo, fermandoci di tanto in tanto per evitare che l’impasto si smolli.Copriamo e poniamo a 26° fino al raddoppio (ca. 2 ore)

Rovesciamo sulla spianatoia infarinata e diamo le pieghe del tipo 2, arrotondiamo e copriamo a campana.
(a questo punto, volendo, possiamo trasferire l’impasto in frigo a 4° fino al giorno successivo)

La ricetta dei maritozzi alla romana

Dopo 30’ porzioniamo in pezzi da 80gr ed avvolgiamo a palla stretto.
Dopo 15’ capovolgiamo le sfere e riavvolgiamo a filoncino, stringendo bene. Copriamo con pellicola e mettiamo a lievitare a 28° (ca 1 ora)
Pennelliamo con albume ed inforniamo a 180° per 12’ o fino a cottura.
Appena fuori dal forno lucidiamo con sciroppo di zucchero a 30° be (135gr di zucchero portati a bollore con 100gr di acqua e raffreddati)
Al momento di farcire i vostri maritozzi, fare un taglio lungo e profondo e riempire di  panna montata livellando bene.

La ricetta dei maritozzi alla romana

Ps. come avete notato, questa è la ricetta  dei maritozzi senza uvetta, quella attualmente servita più spesso nei bar romani. Volendo realizzare invece la ricetta dei maritozzi alla romana con uvetta, potete calcolare per queste dosi ca. 150 gr di uva passa.  Mettetela a bagno in acqua fredda per due ore, magari profumandola con un goccio di rum, e prima di usarla sgocciolatela bene (magari stendendola in un solo strato su un tagliere di legno per farla asciugare bebe) e poi infarinatala. Aggiungetela (ovviamente dopo averla liberata della farina in eccesso) all’impasto dopo il burro, stando attenti a non lavorare troppo l’impasto per non stracciarla.Allora, vi è piaciuto quello che abbiamo scritto? Se sì, condividetelo nei vostri social… ci renderete felici!
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Grazie a tutti!

Teresa De Masi

Perché anche in cucina non si smette mai di imparare, di crescere e - soprattutto - di meravigliarsi.

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