Schiaccia Briaca Riese

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Schiaccia Briaca Riese

Messaggioda ambrosia » 26/10/2007, 20:52

Copio e incollo la descrizione dal sito del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano:

Tra il XIII e il XVI secolo, le isole toscane furono oggetto di ripetute scorribande da parte di pirati saraceni e dominate da signori spagnoli. Gli invasori lasciarono un’impronta profonda sulla cultura, anche gastronomica, delle isole. Tale influenza è particolarmente visibile nella tradizione di Rio nell’Elba, delizioso borgo della costa orientale e centro importante dell’attività mineraria elbana; proprio dalla tradizione riese prende origine la preparazione della schiaccia briaca.

Naturalmente, come per ogni prodotto di tradizione locale, ogni famiglia ha la sua ricetta e quella che segue la devo alla sorella di un collega, riese doc

INGREDIENTI:

1 kg di Farina 00
2 bustine di lievito
400 gr di zucchero
400 gr fra noci e pinoli (io ho messo 2 e 1/2 di noci e 1 e 1/2 di pinoli)
Uva sultanina a piacere
1 bicchiere di aleatico dell'Elba (vino rosso dolce liquoroso)
1 bicchiere di olio extrav.
100 gr di strutto
1 pizzico di sale
1 scorza di arancia sminuzzata

Mettere a bagno l'uvetta nell'acqua calda, far sciogliere lo strutto.
Sulla spianatoia disporre tutti gli ingredienti ed impastare gradualmente aggiungendo l'olio, lo strutto e l'aleatico fino ad ottenere un'amalgama elastica, se occorre aggiungere ancora aleatico.
Disporre nella teglia l'impasto pizzicandolo in modo da creare una superficie irregolare. Accertarsi che non fuoriescano uvette che nel caso vanno fatte sprofondare, aggiungere qualche gheriglio di noce e pinoli, spolverare di zucchero e poco prima di infornare aspergere con aleatico facendo attenzione che non fuoriesca dall'impasto. Porre in forno preriscaldato a 170 gradi per 45 minuti circa.



[img]<a><img%20src="http://img89.imageshack.us/img89/8243/dolcettibc4.jpg"%20border="0"%20alt="Image%20Hosted%20by%20ImageShack.us"></a><br>[/img]

Con queste dosi si ricavano 2 dolci. Il dolce si conserva a lungo anzi, è consigliabile farlo un giorno prima.
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Messaggioda Linda » 26/10/2007, 22:19

Ciao ambrosia, ti ringrazio per la ricetta e ne approfitto subito per farti due domande… 8)
Ho due dubbi e molte ipotesi, ma nessun riscontro preciso, magari tu mi sai aiutare.

La schiaccia è legata ad un periodo particolare dell’anno, almeno tradizionalmente, o no?

Molte ricette riportano l’alchermes fra gli ingredienti e alcune pasticcerie dell'Elba fanno delle schiacce rosso fuxia, mentre altre riportano l’aleatico (che personalmente preferisco)…. come sta la faccenda? Uno dei due ha diritto di precedenza, fosse anche per ragioni storiche, o sono due versioni che coesistono?
:shock:

Grazie :D
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Messaggioda ambrosia » 27/10/2007, 9:48

Ciao Linda, ieri sera andavo un po' di corsa ed ho dimenticato alcune precisazioni... diciamo che l'elemento che più caratterizza il sapore di questa schiaccia è l'aleatico che deve essere necessariamente di qualità, detto questo in effetti la tradizione più diffusa (e forse anche la più antica visto che l'aleatico una volta veniva "centellinato" dato il costo e la difficoltà di produzione) vorrebbe l'archermes per la spruzzata finale del dolce, con un effetto visivo sicuramente più di carattere (il rosso vivo che tu ricordi) ma che nulla aggiunge al gusto imho.
Io ho inteso sacrificare l'estetica al gusto, ma la schiaccia che compri è sempre con l'alchermes.

Quanto alla stagionalità tradizionalmente dovrebbe essere un dolce natalizio ed infatti ho iniziato a fare un po' di prove perchè mi piacerebbe regalarlo a natale, ma nei nostri negozi di prodotti tipici oramai la trovi tutto l'anno.

Infine sulla preparazione mi son dimenticata di dire che io ho lasciato le noci piuttosto intere ovvero le ho solo schiacciate tra le mani per spezzettarle ma senza tritarle e (questo me lo ha riferito mia mamma che lo ricorda dalla ricetta della nonna) ho aggiunto l'olio e lo strutto caldi.

All'assaggino che mi son concessa stamattina ho realizzato che forse 2 bustine di lievito sono pure troppe dato che la schiaccia non deve esattamente lievitare... la prossima settimana provo con una.
:eek:
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Messaggioda TeresaDeMasi » 27/10/2007, 11:07

ambrosia ha scritto:Quanto alla stagionalità tradizionalmente dovrebbe essere un dolce natalizio ed infatti ho iniziato a fare un po' di prove perchè mi piacerebbe regalarlo a natale, ma nei nostri negozi di prodotti tipici oramai la trovi tutto l'anno.


Vista la tradizionalita' del dolce, io proverei con bicarbonato e cremor di tartaro... ci hai mai provato? :shock:
Una curiosita', visto che mi tenta il gusto dell'aleatico associato a quello di una torta: quanto si conserva? Che quasi quasi, per natale anche io... :shock:

/ps i dolci da conservare, difficilmente prevedono lievito. In genere cremor di tartaro o ammoniaca, credo per una loro capacita' di trannere l'umidita' favorendo cosi' la conservazione del dolce... argomento che mi piacerebbe approfondire, chissa' se ne sa qualcosa chimico. :shock:

/grazie!
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Messaggioda ambrosia » 27/10/2007, 11:17

No Teresa non l'ho mai provato anzi, a dirtela tutta è la prima volta che lo faccio anche se l'ho sempre mangiato, non ci crederai ma qua si riscontra una certa reticenza nel procurarsi la ricetta "riese" che molti custodiscono gelosamente e purtroppo la nonna la faceva ad occhio e non ha lasciato tracce...
Sinceramente, prima di avere questa ricetta, ho sempre pensato che si preparasse senza il lievito ma la tua idea è sicuramente da provare ... (meno male che son partita presto con gli esperimenti... :D )
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Messaggioda ambrosia » 27/10/2007, 11:20

p.s. il dolce si conserva mooolto a lungo, quelli "industriali" vanno a qualche mese, quello casalingo direi che puo' superare tranquillamente qualche settimana.
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