La ricetta degli amaretti sardi

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amaretti sardi ricetta tradizionale
Amaretti Sardi, la ricetta tradizionale

Gli amaretti sardi, conosciuti localmente come amarettos de mendula, sono tra i dolci più raffinati della tradizione isolana. Hanno una crosta dorata e screpolata che racchiude un cuore morbido, umido e denso. Tradizionalmente considerati “l’invito per eccellenza” durante i matrimoni, questi dolcetti si distinguono dalle versioni continentali per la loro consistenza tenera. In questa ricetta dettagliata vi spieghiamo passo passo come realizzare degli amaretti sardi perfetti, con tutti i segreti per ottenere la giusta consistenza.

Premessa

Ingredienti per 70-80 amaretti sardi

  • Mandorle dolci pelate e ben asciugate: 800 g – 1 kg
  • Mandorle amare (anche queste pelate e ben asciugate): 50 g – 200 g, a seconda dell’intensità di gusto desiderata
  • Zucchero semolato: 800 g – 1 kg (in rapporto 1:1 con le mandorle)
  • Albumi d’uovo: 7 ca. (dipende dalla dimensione e assorbimento delle mandorle e dalla morbidezza ottimale che volete ottenere)
  • Scorza di limone grattugiata finemente: 2-4 limoni biologici
  • Per la finitura: zucchero semolato q.b. e mandorle intere pelate

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Procedimento dettagliato per amaretti sardi

1. Preparazione delle mandorle

Immergete le mandorle in acqua bollente per circa 1-2 minuti, quindi sbucciatele a mano. È fondamentale lasciarle asciugare perfettamente per almeno una notte a temperatura ambiente. Evitate il forno, perché ne altererebbe la qualità e gli oli naturali.

2. Macinatura delle mandorle

Tritate le mandorle insieme a una parte dello zucchero usando un macinino a manovella o un mixer a impulsi brevi e intermittenti. La consistenza deve rimanere granulosa, non trasformarsi in una farina impalpabile e non deve assumere un aspetto oleoso.

3. Preparazione dell’impasto

In una ciotola unite la farina di mandorle ottenuta, lo zucchero rimanente e la scorza di limone. Incorporate gli albumi: potete usarli non montati per un impasto più denso oppure montati a neve per più volume e leggerezza. Lavorate l’impasto fino a ottenere un panetto compatto e leggermente appiccicoso.

In alcune ricette dell’Oristanese o del Nuorese si usano 5 albumi per 1 kg di mandorle, mentre altre tradizioni ne prevedono fino a 10 per un impasto più morbido.

Consigli tecnici:

  • Inserimento graduale: incorporate gli albumi, spesso montati a neve, poco alla volta, fino a ottenere un impasto compatto, appiccicoso e malleabile.

  • Test della consistenza: prelevate una piccola pallina di impasto; se si “siede” leggermente, la quantità è corretta; se rimane dura e sferica, serve altro albume.

  • Attenzione all’eccesso: troppi albumi rendono l’impasto molle, i dolcetti si appiattiscono in cottura; in questo caso, fate riposare più a lungo per stabilizzare la struttura.

4. Riposo dell’impasto

Lasciate riposare il panetto in frigorifero da 30 minuti fino a tutta la notte. Questo passaggio permette allo zucchero di assorbire l’umidità e stabilizza la struttura, rendendo gli amaretti sardi morbidi all’interno e perfetti alla cottura.

5. Formatura degli amaretti sardi

Inumiditevi le mani con acqua o acqua di fior d’arancio. Prelevate piccole porzioni di impasto e formate delle palline grandi come una noce (35-50 g). Rotolate la parte superiore nello zucchero semolato, adagiatele su una teglia con carta forno e inserite una mandorla intera al centro di ciascun dolcetto.

6. Cottura degli amaretti sardi

Infornate in forno statico preriscaldato a 160-170°C per 20-30 minuti. Gli amaretti sardi sono pronti quando assumono un colore miele-nocciola e presentano le crepe caratteristiche in superficie (iscraccheddaos in sardo). Non lasciateli scurire troppo, per preservare il cuore morbido.

Qualche consiglio in più per degli amaretti sardi perfetti

  • Qualità della materia prima: preferite mandorle sarde, più aromatiche e con meno acqua.
  • Proporzione di mandorle amare: ideale tra il 5% e il 20% del totale; oltre può risultare sgradevole.
  • Forno statico: necessario per non seccare i dolcetti. Evitate ventilato.
  • Non aggiungere farina: se l’impasto è molle, non correggetelo con farina di grano. Se correte questo rischio, piuttosto aggiungete gli albumi un po’ per volta.
  • Segni di cottura: mantenere il colore chiaro per conservare l’umidità interna.
  • Conservazione: una volta raffreddati, riponete in scatole di latta o contenitori ermetici; durano fino a un mese.

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