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La ricetta delle sarde a beccafico



Una curiosità sull’origine della ricetta delle sarde a beccafico:   il suo nome è dovuto alla forma alla coda della sarda rivolta verso l’alto. La sistemazione nel piatto deve richiamare un po’ la forma di uccellini, sono loro che beccano i fichi. Un esempio di cucina povera nata dall’imitazione dei piatti preparati nelle cucine baronali. I nobili si cucinavano gli uccellini, i poveri si accontentavano delle sarde, che camuffavano così. Dando vita, appunto, alla ricetta delle sarde a beccafico.
ricetta delle sarde a beccafico

La ricetta delle sarde a beccafico

Ingredienti per 4 persone:
12 sarde fresche sfilettate
un cucchiaio di pinoli tostati
un cucchiaio di uva sultanina
150 gr di pane raffermo 
2 cucchiaini di scorza di limone
succo di un limone di medie dimensioni
Un cucchiaio di prezzemolo tritato
20g di caciocavallo semi stagionato
olio extravergine di oliva
mezzo bicchiere di vino bianco
sale affumicato q.b.
pepe q.b.

Preparazione
Versare su un robot da cucina le fette di pane , il prezzemolo, la scorza di limone, il caciocavallo, il sale, il pepe e frullare fino ad ottenere una miscela omogenea.
Pestare grossolanamente i pinoli tostati su un mortaio.
Panare le sarde e, prima di chiuderle, mettete un pizzico di pinoli, quattro chicchi di uva sultanina e qualche goccia di succo di limone.
Avvolgerle e, su una teglia antiaderente, posizionarle l’una accanto all’altra.
Condirle con un goccio di olio extravergine di oliva e il mezzo bicchiere di vino..

Mettere in forno a 180 gradi e cuocerle, per i primi 10 minuti, con un coperchio ( carta da forno oppure un foglio di alluminio), successivamente continuare la cottura, per altri 10 minuti, a teglia scoperta.

La foto di questa ricetta delle sarde a beccafico è di Daniele, che ringraziamo.Allora, vi è piaciuto quello che abbiamo scritto? Se sì, condividetelo nei vostri social… ci renderete felici!
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Perché anche in cucina non si smette mai di imparare, di crescere e - soprattutto - di meravigliarsi.

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